Come anticipato la scorsa settimana, al momento è stata confermata la Beaverhead 100 km, in Idaho, in programma l’11 luglio. Come preparazione tra il 20-21 giugno proverò il FKT (Fastest Known Time) dell’AT Four State Challange, ovvero il tratto di Appalachian Trail che attraversa il Maryland. Questi obiettivi mi danno la motivazione per allenarmi con una certa programmazione nelle prossime settimane, in attesa anche di capire il destino delle gare europee estive e pensare poi all’autunno.
Per capire quale sarà il mio allenamento nelle 10 settimane fino alla Beaverhead (che ricordo, potrebbe anche venire annullata se dovesse ripeggiorare la situazione in Idaho o negli Stati Uniti in generale), serve capire anche quello che ho fatto nelle settimane di stop.
Il 29 febbraio ho vinto l’Hashawha Hills 50 km in Maryland con ottime sensazioni dopo una gara combattuta e tiratissima dall’inizio alla fine. Successivamente, per un paio di settimane mi sono allenato pochissimo, con diversi giorni di pausa, un po’ perché stavano saltando i piani per le gare successive (Maremontana, Uroc), un po’ perché ho avuto una fastidiosa colite, ma soprattutto per via del nervosismo e della preoccupazione per quello che stava accadendo in Italia e che stava per accadere anche qua negli States. Da metà marzo ho ripreso con un mese di allenamenti di mantenimento: ogni settimana svolgevo 2-3 corse lente su asfalto di un’ora di media, spinning quasi ogni giorno con variazioni intense 2 volte, molti esercizi di forza generale, core stability, oltre a 1-2 sedute su ostacolini, agility ladder, salto della corda. Fino a Pasqua la forma era buona e la voglia di muovermi anche. Poi sono arrivate un paio di settimane peggiori, con morale sotto i tacchi, poca voglia di allenarmi, pochi allenamenti fatti. Alla fine, tra stanchezza e stress (anche se ho cercato di tenere alto il mio spirito zen per quanto possibile), mi è venuta un’appendicite, non gravissima, ma comunque dolorosa, tra fine aprile e inizio maggio. Evitando l’ospedale, sono riuscito a tenerla a bada in casa con dieta (tra cui digiuno totale per 2 giorni e alimentazione leggerissima per altri giorni) e riposo assoluto per una settimana intera. Quando mi sono sentito di nuovo bene, per 3 giorni corsa lenta aumentando da 30 a 45 minuti. Dal 4 maggio, anche viste le news sulla Beaverhead, ho ripreso ad allenarmi con un programma un po’ strutturato puntando a quella data. La forma era di sicuro calata, ma niente di esagerato, recupero sempre abbastanza velocemente. Ora c’è tutto il tempo per arrivare in buone condizioni a quella data.
Ho diviso le prime 6 settimane in 3 mini fasi di 2 settimane ciascuna.
Prime due settimane (4-17 maggio):
- lunedì: 1h30’ mtb su strada;
- martedì: sprint in salita;
- mercoledì: 1h/1h15’ corsa lenta su strada;
- giovedì: 1h30’ mtb;
- venerdi: corsa con circuito aerobico intensivo;
- sabato: 1h30’/2h mtb;
- domenica: 1h30’/2h corsa lenta su sentiero.
Da lunedì a venerdì aggiungo 30’-45’ di spinning agile il pomeriggio, più 2 sedute di core stability, una di forza alle gambe (più come recupero e prevenzione che per incrementare davvero la forza) e una dedicata a braccia e tronco.
Per ora uso la mtb su strada e lo farò ancora per un po’ probabilmente, inserendo forse solo qualche tratto su sterrato facile. Lo sforzo su strada sui tanti saliscendi che trovo è più costante e più adatto per quello che mi serve, evitando strappi ripidi dei sentieri e magari anche il rischio di cadute, visto che ci sono passaggi discretamente tecnici dove mi sento un po’ arrugginito.
Il secondo ciclo di 2 settimane (18-31 maggio):
- lunedì: 1h/1h30’ mtb;
- martedì: ripetute in salita di 4’-6’;
- mercoledì: 1h15’/1h30’ corsa lenta + 30’-45’ corsa lenta il pomeriggio;
- giovedì: 1h30’/2h mtb;
- venerdi: fartlek su sentiero;
- sabato: 2h30’/3h mtb;
- domenica: 2h30’/3h corsa lenta su sentiero.
Aggiungo un’ora tranquilla di mtb o spinning martedì, giovedì e venerdì pomeriggio. Core stability 2 volte a settimana, braccia e tronco una volta, forza alle gambe forse non sarà necessario, dipende da come starò. Probabilmente la quarta settimana diminuirò leggermente il carico in vista del successivo periodo.
Il terzo ciclo di 2 settimane (1-14 giugno):
- lunedì: 1h mtb o spinning molto agile;
- martedì: 1h15’/1h30’ corsa lenta;
- mercoledì: ripetute lunghe (magari in pista);
- giovedì: 1h/1h30’ corsa lenta + 30’-45’ corsa lenta il pomeriggio;
- venerdi: 1h30’/2h mtb;
- sabato: fartlek su sentiero (almeno 2h totali di corsa);
- domenica: 3h30’/4h corsa lenta su sentiero.
Aggiungerei della mtb pomeridiana il mercoledì. Essendo le due settimane con più carico credo che manterrei solo una seduta di core stability.
La fase “calda” della preparazione finirebbe qua. Non sono un’amante dei grandi chilometraggi a piedi, anche l’”esperimento” invernale me lo ha confermato, quindi preferisco mantenere molta bici per fare volume, senza esagerare con la corsa e tenermi più fresco per i lunghi domenicali, che farò non propriamente lento, ma a ritmi più sul “lento svelto”, o lento brillante, più adatto per i ritmi gara, con magari alcune decine di minuti a ritmi medi. Anche coi lunghi so di non aver bisogno di enormi chilometraggi, e comunque già aumentare mezz’ora ogni settimana non è facile (bisogna tenere conto che i miei percorsi sono totalmente corribili, è diverso e più dispendioso rispetto a percorsi trail montani, dove le ore possono aumentare in modo più repentino, seppure sempre progressivamente). Tutto questo anche in considerazione di eventuali successive gare, cosa che si capirà col passare del tempo, quindi tenere è importante tenere del margine.
La settima settimana, quella pre Appalachian Trail, sarà sostanzialmente di recupero. A meno che ci sia davvero un caldo infernale o di altre complicazioni, tra il 20 e il 21 giugno farò il percorso: se non dovessero esserci le condizioni per la migliore prestazione possibile, sarà comunque un buon allenamento in vista della gara ed eventualmente una ricognizione per quando ci sarà un clima più favorevole.
Dopo una settimana di recupero, la penultima settimana (tra fine giugno e fine luglio) sarà dedicata ancora ad un paio di allenamenti di brillantezza, senza grandi volumi. E poi, ultima settimana pregara con buon riposo.
Avrei voluto aggiungere degli allenamenti con corda, ostacolini, agility ledder, visto che i terreni dei due appuntamenti, seppur con dislivelli ridotti, non sono semplicissimi, ma è difficile inserirli nel piano. L’Appalachian Trail sviluppa appena quasi 2000 metri in 72 km, mentre la Beaverhead 3800 metri in 100 km, ma sono pochi i tratti dove poter correre bene, quasi sempre le molte rocce sui sentieri non permettono una corsa piena, per questo sarebbe importante avere una buona reattività dei piedi. Vedrò forse di inserire qualcosa magari nelle ultime 3 settimane per richiamare un po’ di agilità. In ogni caso, giocare con il cane in cortile saltando tra le aiuole è un ottimo e divertente allenamento, potrebbe anche bastare!
Per alcuni questo piano di allenamento potrà sembrare molto, per altri potrà sembrare poco. So solo che questo potrebbe essere il piano migliore per me, che è quello che conta. Il giusto compromesso tra quantità e qualità per arrivare in condizioni buone e mantenere margine per l’eventuale proseguo di stagione, mettendo insieme impegno, divertimento e benessere, tenendo sempre ben presente la precarietà di ogni programmazione in questi tempi.
Visualizzazione post con etichetta ripresa gare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ripresa gare. Mostra tutti i post
martedì 12 maggio 2020
venerdì 8 maggio 2020
L'estate prova a prendere forma
Un po’ alla volta le misure restrittive stanno venendo
allentate ovunque. E mentre in Italia già un mese fa qualcuno avrebbe voluto
vedere cancellate gare da qua al 2024, da altre parti alcune competizioni
riprenderanno presto, sempre con misure di sicurezza. Non so dire se negli
Stati Uniti le misure siano state efficaci e sufficienti, è una nazione con
posti talmente diversi che è quasi fisiologico che ci siano state zone
gravemente colpite e altre appena sfiorate (già questo in parte è accaduto
nella “piccola” Italia). Ma non volevo parlare di questo, volevo solo dire che
due giorni fa è stata confermata la Beaverhead 100 km, in Idaho, che avevo in
programma per l’11 luglio. Da quelle parti la situazione è molto sotto controllo
(anche per via delle dimensioni dello stato, della bassa densità di popolazione
e di vie di comunicazioni non così importanti come altrove), è tra gli stati
con meno casi in assoluto e meno casi medi per mille abitanti, hanno un piano
di ripresa di 2 mesi con step progressivi ogni 2 settimane, e con attenzione
nel pre e post gara (mascherine, igiene… le solite cose). Potrebbero comunque annullarla
da un giorno all’altro se gli step dovessero venire spostati o cancellati o se
dovesse essere un qualsiasi peggioramento, ma terranno costantemente aggiornati
nelle prossime settimane in modo da non trovarsi la sorpresa improvvisa e inaspettata.
Ora, fare come se la gara si corresse o lasciar già
perdere? Confesso che credevo già che quest’estate gare non ci sarebbero state,
quindi il piano era allenarmi giusto per tenermi in forma e aspettare
evoluzioni per l’autunno. Sullo svolgimento della gara non sono né ottimista né
pessimista, prendo solo il dato che c’è, ovvero che al momento è confermata.
Quindi mi allenerò come se si facesse, anche perché ho una gran voglia di
vedere posti diversi dopo mesi chiuso in casa alla periferia di Baltimore, ma
senza pretendere di arrivare al 100% della forma. Nel frattempo sarà anche più
chiaro cosa accadrà in Europa e con le altre gare che avevo in programma (MEHT
e UTMB) tornando in Italia per l’estate (si spera). Ci sarebbe il problemino
della mancanza di qualche gara di preparazione, ma ho trovato una buona
alternativa: il tentativo del Fastest Known Time dell’Appalachian Trail in
Maryland, conosciuto anche come “AT Four State Challenge”, visto che tocca i
confini di altri 3 stati (Pennsylvanya, West Virginia, Virginia), circa 72 km e
2000 metri di dislivello, probabilmente 3 settimane prima della gara, quindi
intorno al 20 giugno (ma dipende dal meteo, meglio evitare una giornata da 35°).
Da questa settimana mancano 10 prima della gara, non facile visto che ho avuto un po’ di deallenamento negli ultimi 2 mesi e soprattutto settimana scorsa totalmente fermo a causa di un’appendicite… Prossimamente parlerò di come mi allenerò per Appalachian Trail e Beaverhead.
Da questa settimana mancano 10 prima della gara, non facile visto che ho avuto un po’ di deallenamento negli ultimi 2 mesi e soprattutto settimana scorsa totalmente fermo a causa di un’appendicite… Prossimamente parlerò di come mi allenerò per Appalachian Trail e Beaverhead.
PS: Se ci sono in mente critiche riguardo il ritorno
delle gare bisogna considerare che negli Stati Uniti queste manifestazioni sono
completamente diverse dall’Italia o dall’Europa. I numeri sono bassi (la
Beaverhead ha 234 iscritti), partenze e arrivi sono in località isolate e senza
pubblico se non gli accompagnatori (le crew, che verranno comunque
probabilmente limitate), l’organizzazione è composta da un ristretto gurppo,
senza personale dislocato ovunque (ci sono i volontari nei ristori e basta,
niente protezione civile, ambulanze, soccorso alpino…). Se poi dovessero esserci
problemi a viaggiare o non dovessi sentirmi sicuro, sarei io stesso a tirarmi
indietro. Ma per il momento ci credo e ci provo.
Iscriviti a:
Post (Atom)

